mercoledì 25 maggio 2011

Oltre l'atletica...

Riceviamo questa mail da una mamma della scuola Monaca e, come sempre, la pubblichiamo con piacere:

Al comitato genitori.
Scrivo per sapere come la pensano altri genitori a proposito dell'attività di atletica che viene svolta nella nostra scuola.
Il quadro è più o meno questo: l'amministrazione comunale ci fa versare un contributo a settembre e in cambio, per tutto l'anno scolastico, manda un allenatore che affianca la maestra per un'ora alla settimana sulle due totali che sono previste dalla programmazione; nell'altra ora la maestra svolge educazione motoria da sola con tutta
la classe di bambini. Un'ultima informazione per completare il quadro: il Comune non ci domanda, prima, se siamo d'accordo.

Mi chiedo se in questi tempi di tagli alla scuola, già effettuati e da effettuarsi in futuro, la presenza di un esperto esterno in classe non sia più utile per supportare le maestre nel portare avanti attività di tipo espressivo come musica, teatro, disegno che - e sono loro stesse a dirlo - non sono riuscite a svolgere per carenza di ore di copresenza.
E poi la stragrande maggioranza dei bambini non frequenta già uno sport al di fuori dell'orario scolastico?

Se sono la sola ad avere queste perplessità, la cosa finisce qui, ma se siamo in tanti potremmo organizzarci in modo da essere noi genitori a proporre al Comune l'attività che ci piacerebbe svolgessero i nostri bambini con un
contributo economico da parte nostra.

Laura Giancri, mamma di Ettore
Ossi III A Scuola Monaca

7 commenti:

  1. Per quanto mi riguarda sono in parte d'accordo, ovvero... perchè dovremmo pagare per far fare una materia scolastica ai nostri figli? Fortunatamente non abbiamo in programma il pagamento anche delle maestre di sostegno, o la compresenza, ma reputo giusto comunque fare ginnastica (o altletica o comunque sport in genere) a scuola; anche se i bambini fanno altri sport in maniera indipendente dalla scuola.
    Trovo "ingiusto" che non si sia piuttosto trovato il modo per terminare i programmi di musica, e in parte di scienze, perchè l'insegnante che si occupa di ciò, NON HA ABBASTANZA ORE per insegnare tutto. E questo lo dico a sostegno dell'insegnate che si vede un carico di materie, e pochissimo tempo per poterle insegnare ai nostri figli.
    Ai nostri figli dobbiamo dare l'opportunità di avere sia l'insegnante di "atletica" e chiaramente di avere anche l'insegnate di Scienze, musica e attività teatrali.
    Come d'altronde, penso, sia stato per noi ai tempi della nostra scuola, che sicuramente era molto diversa da quella di oggi.
    Patrizia Magnoli, mamma di Chiara 1B Monaca

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  2. forse non mi sono spiegata bene. anche io sono d'accordo sulla necessità che i bambini facciano educazione motoria ma questa attività la può condurre la maestra da sola (e infatti lo fa per un'ora alla settimana)senza il supporto di altro personale. il comune dovrebbe pensare a un intervento di personale esterno per attività che le maestre non riescono a svolgere da sole. e queste attività sono altre, non sono di tipo sportivo.
    laura g.

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  3. mi piacerebbe che fosse introdotta anche l'attività teatrale all'interno della scuola anche con un piccolo contributo da parte di noi genitori.

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  4. A mio parere negli interventi precedenti si evidenziano due ordini di problemi diversi.
    1. Attività para-scolastiche (tipo "giocatletica")
    2. "razionalizzazione" (leggi "Tagli") alla scuola pubblica
    Per ciò che riguarda il punto 1 il Comune mette a disposizione queste somme in quanto gli vengono donate da Enti come il CONI e quant'altro e quindi sono strettamente vincolate ad attività attinenti. Non è quindi che questi fondi possono essere utilizzati in alternativa per altre finalità e quindi o si fa quello oppure semplicemente non si fa nulla.

    Per ciò che riguarda il punto 2 il problema è molto più complesso o, paradossalmente, molto più semplice. Il Governo nazionale, ormai da qualche anno, sta tagliando sempre più risorse da destinare all'istruzione. Già l'anno scorso nell'intero 2° Circolo hanno "tagliato" tre insegnanti e quest'anno ne dovranno eliminare un altro. E' il concetto stesso di scuola a tempo pieno che sta vacillando e sta lentamente franando, con tutto il corollario di conseguenze che ne deriveranno e di impatti che avranno sulla routine quotidiana delle nostre famiglie. Nei prossimi anni, temo, ci dovremo confrontare su temi ancora più stringenti dell'attività teatrale che, voglio affermare per non creare fraintendimenti, rimane un aspetto importantissimo per lo sviluppo della personalità e della crescita dei nostri figli (assieme all'educazione civica, a quella musicale, a quella tecnologica e linguistica, a quella ambientale, a quella sanitaria e suo corretti stili di vita alimentare, ecc...).
    D'altro canto è del tutto evidente che la scuola pubblica, per troppi anni, è stata abbandonata a se stessa ed è stata considerata come un feudo ed un terreno di interessi e serbatoio di voti trasversale: un posto quindi dove intervenire risulta per chiunque estremamente rischioso, soprattutto quando non si hanno le competenze per fare proposte finalizzate al miglioramento di questo che è un servizio strategico per l'intero Paese.
    Che fare quindi?
    Dovremo a mio parere cominciare a pensare che la formazione dei nostri figli è un valore ed ha un costo. In futuro questo costo verrà sostenuto in parte (la maggiore possibile) dalle Istituzioni e in parte dovrà essere presa in carico da noi. In che modo? E' questa la vera sfida da affrontare. In che modo i genitori possono organizzarsi ed interagire con gli altri e con le istituzioni scolastiche per migliorare la qualità della formazione dei nostri bambini? Quali risorse (non solo economiche) siamo in grado di attivare in maniera fattiva, positiva e propositiva?
    Il dibattito resta aperto, non solo a parole, ma aspettiamo anche idee e proposte dove spendersi in prima persona e non delegare altri a farlo...
    Flavio Villotta 3°A Monaca

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  5. Io non so inquadrare la questione da un punto di vista storico socio economico ma so cosa succede non molto lontano da dove abitiamo noi.
    Nelle scuole elementari di Gaggiano all'inizio di ogni anno scolastico le famiglie pagano euro 35 per ogni bambino e in cambio hanno:
    - copertura assicurativa annuale;
    - attività sportiva;
    - madrelingua inglese (a partire dalla terza e per un monte ore pari a quello dell'attività sportiva);
    - insegnante di musica (per un monte ore pari a quello dell'attività sportiva).
    Ovviamente il contributo economico dei genitori non copre l'intera spesa ma il Comune integra con fondi propri.

    L'attività sportiva è organizzata con modalità identiche a quella che si svolge presso la nostra scuola. Per quanto riguarda l'insegnante madrelingua il Comune contatta diverse scuole di lingua inglese e accetta la migliore offerta economica per la realizzazione del progetto redatto dalle maestre. Per l'attività musicale il Comune e la scuola si avvalgono della collaborazione degli insegnanti della scuola di musica locale.

    A me sembra MOLTO difficile da realizzare; ma una scuola e una amministrazione comunale dovrebbero poter superare i limiti che ha un singolo cittadino.

    Forse aiuterebbe una indagine via blog per sapere quali attività complementari i genitori vorrebbero vedere realizzate e per le quali sarebbero disposti a versare un contributo economico? E forse sarebbe un primo passo comunicare al Comune i risultati dell'indagine? O forse è meglio lasciare perdere visto che nella discussione non entra più nessuno?

    Rispondo al commento precedente " ... spendersi in prima persona e non delegare altri a farlo ...": ho visto molti genitori della scuola Monaca farlo, ognuno secondo le sue possibilità. E gestire un blog non è nelle mie possibilità. Inoltre "... interagire con le istituzioni ...": si faccia avanti chi sa farlo già e chieda collaborazione.

    Laura Giancri 3 A

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  6. @Laura,
    Quello di cui parli non è né più né meno che la conseguenza di scelte politiche. Le scelte politiche sono proprio quelle che decidono in quali campi o attività sia più utile per l'intera comunità investire i soldi pubblici.
    Ad esempio una scelta politica è quella di finanziare la festa patronale invece che le attività cui tu hai accennato...
    Dove sta l'inghippo? L'inghippo sta nel fatto che noi cittadini siamo sempre molto reattivi nel lamentarci con questo o quell'amministratore, ma generalmente chiudiamo le porte della stalla quando le vacche sono già scappate.
    Che cosa fare quindi?
    Dobbiamo ficcarci in testa che siamo noi cittadini che dobbiamo sottoporre a tutti i candidati, PRIMA DELLE ELEZIONI, quello che vogliamo che loro facciano per noi, realizzando una specie di menù di punti qualificanti con tutte le nostre richieste.
    Ognuno potrà quindi valutare il candidato che risponde maggiormente alle sue aspettative e contemporaneamente chiedergli conto del lavoro svolto nel caso in cui venga eletto.
    E' fin troppo evidente che se questa richiesta è firmata da una singola persona, il suo peso è irrisorio, ma se queste richieste fossero firmate diciamo da 4 o 500 persone, allora queste richieste potrebbero diventare addirittura l'agenda politica sulla quale vincere o perdere le elezioni.
    Per fare questo occorre raccogliere SIN DA ADESSO tutte le richieste e le istanze di noi cittadini, verificare democraticamente quante persone si riconoscono in ogni singolo punto e preparare in questo modo un programma di governo locale da sottoporre ai candidati, quando sarà il momento giusto delle elezioni.
    Ci sono tanti genitori e cittadini che si spendono per migliorare le cose, ma senza coordinamento e organizzazione, sono energie sprecate.
    Per tentare di fare qualche cosa di nuovo che vada in questa direzione ho attivato una piattaforma (IT20090) che intende proprio realizzare quanto sopra: elaborare proposte, progetti, idee per poi farle votare da tutti i cittadini. Questo a mio parere è l'unico modo per dare peso alle nostre richieste. Ti invito quindi a darci un'occhiata (basta che clicchi nella colonna qui a fianco dove c'è scritto "Cittadini Attivi di Cesano").
    Se sei d'accordo possiamo lanciare un sondaggio per chiedere quanti genitori sarebbero a favore di una ridistribuzioni dei fondi per la festa patronale a vantaggio delle attività scolastiche nelle scuole di Cesano.

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