venerdì 23 settembre 2011

Gli effetti dei tagli


Pubblichiamo questa mail che abbiamo ricevuto. Ci pare un argomento che interessa tutti.
Vi invitiamo a dire la vostra su questo argomento e soprattutto a fare proposte concrete e realizzabili:

sono walter il vice presidente comitato genitori
e' cominciato l'anno scolastico e con esso le varie problematiche a seguire.
di problemi le nostre scuole ne hanno parecchi a partire dalla manutenzione ,all'arredamento scolastico,dai docenti,ma un problema che molte famiglie si ritroveranno ad affrontare sara' quella della retta scolastica.
non so se ne siete al corrente ma il nostro caro sindaco ha deciso di togliere la famosa quota fissa che ogni famiglia pagava per ogni singiolo figlio ,ma dall'altra ha aumentato la quota della mensa del 50%
vi facvcio subito un esempio:fino all'anno scorso io pagavo una quota di 3,50 euro a pato per ogni giorno che mio figlio si fermava a mangiare piu' la quota fissa di euro 19,00.
a fine mese venivo a pagare un totale circa di 85,00 euro
quest'anno invece il caro sindaco ha voluto fare le quote mensa in base al reddito pertanto quest'anno in base alla fascia (che tra le altre cose e' rimasta uguale!!)verro' a pagare per ogni pasto una somma di euro 6,20.
calcolando una frerquenza di venti giorni mi ritrovo cosi' a pagare una quota di euro 125,00 al mese per figlio e calcolando che ne ho 2 arrivo a una quota di 250,00.
vi porgo questo problema perche molte famiglie non sanno ancora di tutto questo si sa solo che il comune ha tolto la quota fissa e basta.
io parlando gia con parecchi genitori gli stessi si sono trovati in uno stato di sconforto perche' come me hanno piu di un figlio e chi ne ha addirittura tre.
il comune sappiamo che non ha fondi ma deve anche capire cjhe parecchie famiglie stanno vivendo uno stato di grossa crisi finanziaria e lavorativa.
io pensavo che se tutti ci uniamo magari possiamo far si che qualcosa cambi.
spero di aver espresso al meglio il problema,rimango a vostra disposizione per eventuali idee o chiarimenti.
Walter D'Ingillo

2 commenti:

  1. Caro Walter, sicurametne saremo in molti. Io ho scritto al comitato già prima delle vacanze, appena mi sono accorta di questo "furto" che viene perpetrato, e che francamente il nostro Sindaco ci vuole passare come "migliorie e aiuti alle famiglie". Ma dove?
    Anche io ho due figlie, e quindi devo tirare fuori circa 250 euro tutti i mesi. E non mi interessa che il mese di dicembre e aprile (natale e pasqua) andrò a pagare qualche euro in meno perchè andranno meno a scuola.
    Mi domando: come mai in un'azienda con il servizio mensa esterno, la trattenuta in busta paga è inferiore ai 10 euro mensili, mentre con quella cifra io non ci pago il pranzo neanche per un giorno alle mie figlie?
    Dobbiamo veramente far portare il pranzo da casa, così da poter risparmiare?
    Non si rende conto il sindaco che: dobbiamo pagare per un pranzo da ristorante, dobbiamo pagare l'insegnante di ginnastica perchè il comune non ci aiuta più, in alcune classi si devono portare le candele perchè sono anni che non cambiano le lampadine, l'ombrello perchè piove in mensa...Ma dove dobbiamo andare a finire?
    Che il Sindaco magari provi a risparmiare su altre cose, ma di certo non sul futuro dei nostri figli e quindi sulla scuola.
    Uniamoci tutti insieme

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  2. E' molto difficile descrivere in poche parole la situazione attuale e quella che si prospetta davanti a noi nei prossimi anni. Cercando di sintetizzare al massimo provo a descriverla:
    Per almeno 30 anni abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, ossia, abbiamo speso più di quanto producevamo. Ciò è dipeso da una sciagurata politica amministrativa (destra e sinistra pari sono in questo comportamento) che ha gestito (e continua a gestire!) la cosa pubblica come un deposito di risorse illimitate dal quale si potevano dispensare favori e priviligi in cambio di consensi elettorali.
    La coscienza civile del cittadino medio molto vicina allo zero, che ha sempre visto "lo stato" come un'entità aliena alla quale è necessario e doveroso sottrarre energie e risorse, senza niente dare in cambio.
    Evasione fiscale a livelli imbarazzanti (=risorse in meno da destinare ai servizi pubblici).

    Ricordiamoci tutti che ogni servizio ha un costo e qualcuno lo deve pagare, altrimenti non si può erogarlo. Oggi diamo per scontati certi servizi (tipo il tempo pieno delle scuole e la mensa tanto per fare un esempio), ma scontati non lo sono affatto. Continueranno a essere erogati fino a quando ci saranno i soldi per farli funzionare. Se dal governo centrale non vengono stanziati più i fondi per far funzionare questi servizi, i casi sono due: o qualcun altro li deve pagare (noi) oppure il servizio cessa di essere erogato.
    A mio avviso, purtroppo, questo rappresenta lo scenario più plausibile per i prossimi anni. Assisteremo a breve alla cessazione dell'erogazione di una quantità impressionante di servizi che noi davamo per acquisiti e scontati e che ci aiutavano a vivere un po' meglio.
    Cosa fare per cercare di mettere un argine a questa ondata che sta per travolgerci? Non esiste una ricetta miracolosa. Esiste però la presa in carico di ognuno di noi di questi problemi attraverso una partecipazione più attiva alla vita comunitaria (politica e sociale), attraverso una richiesta di trasparenza della pubblica amministrazione, attraverso una coscienza civica (in molti di noi assopita, se non proprio in coma...), attraverso la consapevolezza che nei prossimi anni dovremo riconsiderare e ridefinire il nostro standard di vita e sforzarci tutti insieme di trovare e proporre soluzioni innovative a problemi vecchi.
    Questa crisi non interessa solamente l'Italia, ma è una crisi dell'intero sistema economico Occidentale, in cui Stati Uniti, Francia, Germania, Italia, Giappone, ecc. sono nella stessa barca che sta più o meno lentamente affondando.
    La sfida che tutti i paesi Occidentali ed industrializzati (come l'Italia) dovrà affrontare nei prossimi anni sarà quella di riorganizzare le proprie risorse in modo economicamente sostenibile, elaborare nuovi modelli di sviluppo e di gestione del benessere per fare in modo che il nostro sistema occidentale e le nostre democrazie non implodano su se stessi.
    Molto probabilmente apparteniamo alla generazione che assisterà ad un cambiamento epocale della nostra civiltà. Una situazione che ci mette al centro della storia e che ci dà la possibilità di diventare artefici del nostro destino e del futuro dei nostri figli.
    Flavio Villotta

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